Genti italiche e non dell'Italia antica
Le informazioni sulle genti abitanti la Penisola in epoca preromana sono, in taluni casi, incomplete e soggette a revisione continua. Popolazioni di ceppo indoeuropeo, trasferitesi in Italia dall'Europa Orientale e Centrale in varie ondate migratorie (Veneti, Osco-umbri, Latini), si sovrapposero a etnie pre-indoeuropee già presenti nell'attuale territorio italiano, o assorbendole, oppure stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse. Presumibilmente, queste migrazioni ebbero inizio in età del bronzo medio (e cioè attorno alla metà del II millennio a.C.) e si protrassero fino al IV secolo a.C. con la discesa dei Celti nella pianura padana.
Inoltre, alcune popolazioni stanziate nell'attuale Italia meridionale e insulare si sarebbero trovate a convivere, dall'VIII fino al III secolo a.C., con le colonie greche e/o fenicio-puniche successivamente assorbite da Roma.
In Italia settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), che intorno al 590 a.C. fondarono Mediolanum al centro della pianura padana e ai Leponzi, anch'essi Celti, vi erano i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti[3]) stanziati in Liguria e parte del Piemonte mentre nell'Italia nord-orientale vivevano i Veneti (paleoveneti) di probabile origine illirica[4] o provenienti dall'Asia Minore ma molto più probabilmente, secondo la moderna ricerca[5], centro-europei[6].
Nell'Italia più propriamente peninsulare meritano una particolare menzione gli Etruschi che, a partire dall'VIII secolo a.C., incominciarono a sviluppare una civiltà raffinata ed evoluta che influenzò notevolmente Roma e il mondo latino. Le origini di questo popolo non indoeuropeo, stabilitosi sul versante tirrenico dell'Italia centrale, sono incerte. Secondo alcune fonti, la loro provenienza andrebbe ricercata in Asia Minore, secondo altre, avrebbero costituito un'etnia autoctona. Certo è che, già attorno alla metà del VI secolo a.C., riuscirono a creare una forte ed evoluta federazione di città-stato che andava dalla Pianura Padana alla Campania e che comprendeva anche Roma e il suo territorio.

Oltre agli Etruschi vi era una serie di popoli, in massima parte di origine indoeuropea, definiti Italici fra cui: Umbri in Umbria; Latini, Sabini, Falisci, Volsci ed Equi nel Lazio; Piceni nelle Marche e in Abruzzo Settentrionale; Sanniti nell'Abruzzo Meridionale, Molise e Campania; Apuli, Messapi e Iapigi in Puglia; Lucani e Bruttii nell'estremo Sud; Siculi, Elimi e Sicani (non indoeuropei, probabilmente autoctoni) in Sicilia. In epoca preromana e romana ebbero un ruolo fondamentale anche i Sanniti, che riuscirono a costituire un'importante federazione in una vasta area dell'Italia appenninica e che contrastarono a lungo l'espansione romana verso l'Italia meridionale. Nell'area laziale, invece, un posto a sé stante meritano i Latini protagonisti, insieme con i Sabini, della primitiva espansione dell'Urbe e forgiatori, insieme con gli Etruschi e i popoli italici più progrediti (Umbri, Falisci, ecc.), della futura civiltà romana.
Infine, la Sardegna era costituita, fin dal II millennio a.C., dall'elemento etnico degli antichi Sardi, le cui tribù, forse identificabili col popolo del mare dei Shardana, avevano dato vita alla civiltà nuragica; tale cultura era strettamente collegata a quella torreana sviluppatasi in Corsica; a tali etnie ebbero modo di affiancarsi popolazioni di ceppo semitico, quali i Fenici e successivamente i Cartaginesi.