Preistoria e protostoria

22.03.2020

Durante l'ultimo periodo glaciale, a causa dell'abbassamento del livello del mare le terre emerse del Mediterraneo avevano una morfologia diversa da quella attuale: l'isola d'Elba e la Sicilia erano collegate alla penisola italiana, mentre la Corsica e la Sardegna formavano una sola isola. La presenza dell'Uomo di Neanderthal è indicata da reperti archeologici vecchi di 50.000 anni (Pleistocene). L'Homo Sapiens[1] apparve durante il Paleolitico superiore: il più antico sito in Italia risale a 48 000 anni fa ed è il "Riparo Mochi" in Liguria.[2] Tra i più interessanti siti archeologici italiani risalenti al Paleolitico si ricordano quello di Arene Candide presso Albenga (Liguria), quello di Monte Poggiolo, presso Forlì (Emilia-Romagna), di Isernia La Pineta presso Isernia (Molise), uno dei più antichi siti dove siano stati trovati segni del possesso e utilizzo del fuoco, e la Grotta dell'Addaura, presso Palermo (Sicilia), nella quale si trova un vasto e ricco complesso d'incisioni, databili fra l'Epigravettiano finale e il Mesolitico, raffiguranti uomini e animali. Nel sito archeologico di Valcamonica, in Lombardia, si ritrovano tracce databili in un arco di tempo di 8.000 anni, con quasi 140.000 opere e incisioni rupestri. Uno studio condotto nel novembre 2011 su quelli che si pensa fossero denti da latte di Homo Neanderthalensis, ritrovati nel 1964 nel sito della Grotta del Cavallo (Puglia), indica che sono resti umani risalenti a 45 000 anni fa.

Basilicata: Matera è una delle più antiche città del mondo ancora abitate, con sue case primitive e le sue grotte scavate nella roccia risalenti al Paleolitico, X millennio a.C. Lombardia: le Incisioni rupestri della Val Camonica, la più grande serie di petroglifi preistorici del mondo, risalente al X millennio a.C.

L'Italia, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, costituisce una cerniera tra l'Europa, l'Africa e il Medio Oriente. In questo periodo le popolazioni migravano e commerciavano, il che avrebbe consentito uno sviluppo sociale, culturale e artigianale molto veloce. Durante il periodo della Cultura della ceramica cardiale (VII millennio a.C.) sarebbero nate le prime società in Italia, con conoscenze nel settore dell'agricoltura e della navigazione molto avanzate. Sappiamo relativamente poco circa questi antichi popoli, con l'eccezione del fatto che essi probabilmente non erano di origine indoeuropea e che furono assimilati molto presto dalle culture successive.

Durante il periodo dell'età del bronzo, i popoli indo-europei noti come Italici migrarono nella penisola italiana e in Sicilia, modificando le civiltà già presenti in una società più complessa e gerarchica. Si diffuse l'uso del metallo e vennero scoperte anche delle nuove tecniche di navigazione e l'agricoltura.

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